Le Tipicarelle

11 Novembre 2023

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Il parrozzo d’Abruzzo, il dolce di D’Annunzio.

Come nasce il “Pan Rozzo” ovvero il Parrozzo

 

Il Parrozzo prende vita grazie all’ispirazione di D’Amico nel creare una versione “dolce” di un pane rustico amato dai pastori abruzzesi, noto come “pan rozzo”. Questo pane modesto, dalla forma semi sferica, veniva preparato con farina di mais (dato che la farina di grano era riservata alle tavole dei signori) e cotto nel forno a legna. Per replicare fedelmente il suo aspetto originale, D’Amico ha arricchito il dolce con uova, per conferire il colore caratteristico del granoturco, ha utilizzato farina di mandorle per ricreare la texture rustica del pane, e ha completato il tutto con una copertura di cioccolato finissimo, simboleggiando la bruciacchiatura tipica della cottura nel forno a legna sulla superficie.

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D’Annunzio come “Testimonial”

 

Un lampo di genio illuminò la mente di D’Amico, ispirato anche dalla “moda del periodo”, che consisteva nel chiedere a personaggi illustri di promuovere prodotti. Decise di rivolgersi ad un vecchio amico d’infanzia, nientemeno che il celebre scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano Gabriele D’Annunzio.

D’Amico conosceva profondamente la intensa nostalgia che D’Annunzio provava per la madre e la sua terra natale. Facendogli dono di questo squisito dolce, colpì nel segno, risvegliando i ricordi della giovinezza del poeta in modo tangibile e toccante.

Scrive D’Amico nella lettera di accompagnamento all’invio del Parrozzo:

“Illustre Maestro questo Parrozzo – il Pan Rozzo d’Abruzzo – vi viene da me offerto con un piccolo nome legato alla vostra e mia giovinezza … ho voluto unire queste due offerte – il ricordo e … il dolce – perché conosco il valore di certi ricordi per l’anima vostra”.

La risposta di D’Annunzio non si fece attendere:

È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”.

Sulla scatola, a ricordare le nobili origini del Parrozzo letterario, compaiono i versi scritti dal poeta pescarese:

Dice Dante che là da Tagliacozzo, ove senz’arme visse il vecchio Alardo, Curradino avrie vinto quel leccardo se abbuto avesse usbergo di Parrozzo”.Correva l’anno 1927.

il parrozzo è il dolce dedicato al d'annunzio da D'Amico

La passione di D’Annunzio per il Parrozzo

 

D’Annunzio non fu soltanto impressionato dalla lettera ricevuta, ma soprattutto dalla straordinaria bontà del dolce Parrozzo. Si sentì onorato di diventarne il principale sostenitore e, da quel momento, assurse a ruolo di suo più fervente promotore e consumatore. Il Vate, infatti, continuò a ricevere regolarmente una fornitura personale di Parrozzi per il resto della sua vita. Ne gustava una quantità considerevole e ne ordinava altrettanti da regalare durante le festività natalizie ai suoi amici.

Persino nell’ultimo Natale della sua vita, D’Annunzio non volle rinunciare al piacere di assaporare il dolce che tanto lo legava alla sua terra, dichiarando:

“E’ finita la vigilia. Forse a quest’ora la gente è in gozzoviglia. Io sono a digiuno da 48 ore. Vado a cercare un parrozzetto. Lo apro, lo mangio. Assaporo in esso, sotto la specie dell’amarezza, il Natale d’Infanzia”.

Il Parrozzo ricevette anche un omaggio speciale attraverso un raro e raffinato opuscolo stampato a Pescara, curato da uno stampatore d’arte e intitolato “La casa del poeta”. Questo opuscolo conteneva lettere di D’Annunzio, fotografie e altri materiali che riflettevano il profondo legame tra D’Annunzio e il Parrozzo.

Oltre al poeta, altri artisti contribuirono alla creazione di questo nuovo dolce: Luigi Antonelli, commediografo e critico d’arte, scrisse la Storia del Parrozzo; Armando Cermignani, rinomato ceramista, realizzò i disegni e i colori della scatola; il Maestro Di Iorio musicò, e l’umanista Cesare De Titta scrisse la “Canzone del Parrozzo”; Tommaso Cascella dipinse i quadri che adornano le sale del Ritrovo del Parrozzo.

Il Parrozzo ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Prodotto Alimentare Tradizionale della regione Abruzzo, nella categoria “Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria, e della confetteria”, e viene prevalentemente preparato, come da antica tradizione, durante le festività, specialmente in occasione di quelle natalizie.

I Ghiotti, la versione del Parrozzo de Le Tipicarelle

 

I Ghiotti sono una dolcissima rivisitazione del parrozzo abruzzese in formato mignon, della grandezza di un pugno.

Sono dei buonissimi prodotti da forno non lievitati a base di Farina di Mandorle ed aromi naturali; la loro forma semisferica è ricoperta di varie creme, pistacchio, mandorla e cioccolato, nocciola.

Il sapore equilibrato è dato dalla presenza di elementi contrastanti: morbido e dolce l’impasto e sottile ma dura e speciale la copertura.

 

Quale sarà la tua versione preferita?

L'Abruzzo, sinonimo di accoglienza

L’Abruzzo è un luogo dove l’accoglienza è un’arte, un modo di comunicare amore e condivisione. Quando metterai piede in questa regione, ti sentirai parte di qualcosa di speciale, un viaggiatore e un amico. La gente, la natura e le esperienze uniche ti faranno capire che l’ospitalità dell’Abruzzo è più di un semplice saluto: è un invito a scoprire, condividere e amare. 🏡🌄🍽️

 

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